l’olio piccante fa bene ?

L’OLIO  PICCANTE FA BENE. SI, MA QUALE?

LE ETICHETTE NON AIUTANO A FARE CHIAREZZA, MA A INDIRIZZARE LA SCELTA DEI CONSUMATORI ARRIVA IL PROf. SERVILLI CHE INDICA NELLE NOTE AMARE E PICCANTI I SEGNALI DELLA PRESENZA DI POLIFENOLI, SALUTARI PER L’UOMO.

L’olio extravergine per fare davvero bene deve essere piccante.

Quindi, se l’olio è dolce, non fa poi così bene alla salute: questo è ciò che sostiene il professor  del dipartimento di Scienze Economico-Estimative e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Perugia e coordinatore del gruppo scientifico dell’alta qualità degli oli extra vergine di Unaprol, che, in occasione del convegno “La sicurezza alimentare nutre la salute” ha detto:

“Gli oli extravergini di oliva non fanno bene alla salute di per sé, come classe commerciale, ma in funzione della loro composizione chimica e in particolare del loro contenuto in sostanze fenoliche bioattive”.

Più è amaro, più è piccante e meglio è per gli effetti positivi sulla salute umana.

Le note di piccante e di amaro, oltre a quelle aromatiche, che compongono l’essenza del suo gusto coincidono con le sostanze che fanno bene.

La definizione di extravergine di oliva non dice tutto, infatti, Massimo Gargano, presidente Unaprol sostiene che: “ …

Questo rappresenta un elemento di confusione per il consumatore che è vittima della nebulosa creata intorno al nome di olio extra vergine di oliva. Quando le indicazioni salutistiche verranno riportate in etichetta potremo, forse, fare chiarezza su ciò che significa la qualità reale di questo prodotto unico”.

E dunque Gargano ha anche spiegato che:  “Si deve quindi fare corretta comunicazione sulle proprietà salutistiche dell’olio extra vergine Italiano di alta qualità in modo da rendere il consumatore consapevole delle proprie scelte di acquisto ed orientarle verso oli extra vergine che possano unire il benessere all’emozione”.

l’olio extravergine piccante.. le cifre:

Le cifre, più che le parole, possono spiegare meglio il concetto.

Il contenuto in acido oleico di un olio extravergine di oliva  può oscillare tra il 47% e l’82% della composizione acidica totale.

la concentrazione in biofenoli può andare da 40 mg/Kg a più di 1000 mg/Kg e una forbice del tutto analoga si può riscontrare per l’α-tocoferolo con valori compresi tra 23mg/Kg e 750 mg/kg.

Facendo riferimento a più di 500 campioni di oli certificati italiani di qualità si osserva come la maggior parte degli oli presentano valori di acido oleico maggiori del 70% con una mediana dei dati che si attesta al 75,6%, della composizione acidica totale, un contenuto in composti fenolici superiori a 300mg/Kg con una mediana collocata a 452 mg/Kg, mentre per l’α-tocoferolo il valore della mediana è collocato a 209 mg/Kg.

L’indicazione in etichetta riporta, però, solo la definizione “olio extravergine di oliva” e che l’indicazione 100% Italiano (in base al regolamento UE 182/2009) non fa riferimento alla reale qualità del prodotto ottenuto in Italia. “Questo” afferma Massimo Gargano – presidente Unaprol “rappresenta un elemento di confusione per il consumatore che è vittima della nebulosa creata intorno al nome di olio extra vergine di oliva.

Quando le indicazioni salutistiche verranno riportate in etichetta potremo, forse, fare chiarezza su ciò che significa la qualità reale di questo prodotto unico”.

L’olio che pizzica in gola

“QUANDO l’olio di oliva pizzica in gola, significa che è di buona qualità?”

Come spiega Serafini, ( professore di Alimentazione e nutrizione umana e responsabile del laboratorio Alimenti funzionali e prevenzione stress metabolico, presso l’Università di Teramo ) la sensazione è data dalla presenza di polifenoli – che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie – e di tocoferoli – con una azione provitaminica, antiossidante e immuno-modulante, soprattutto negli anziani. In particolare, dipende dalla interazione di queste sostanze con le proteine della saliva. Quindi la sensazione del “pizzicore” può essere un indice indiretto non tanto della qualità dell’olio in generale, ma – con tutte le cautele del caso – delle sue qualità funzionali.

L’olio extravergine d’oliva – chiarisce ancora l’esperto – è stato oggetto di innumerevoli studi scientifici: lo studio spagnolo Premimed, ad esempio, condotto su per tre anni su oltre 3 mila persone, ha mostrato come il consumo di al massimo un litro di olio extravergine d’oliva a settimana senza utilizzo di altri grassi, e anzi in associazione con una dieta low fat, abbia portato a un miglioramento di molti fattori di rischio cardiovascolari e immunitari, ed è stato associato a una ridotta mortalità per malattie cardiache.

L’olio piccante un pregio tutto pugliese

Come abbiamo detti nei paragrafi precedenti, l’olio piccante cioè ricco di polifenoli utilissimi alla nostra salute, si produce maggiormente nel sud italia e in particolare nelle zone collinari della puglia.

La piantaggione più coltivata nelle zone della murgia è di certo La Coratina, una qualita di olive ricchissima di polifenoli e che conferisce all’olio quel piccante che “pizzica in gola”

La puglia è ricca di ulivi e di olivicoltori che producono olio extravergine di oliva con una sapiente tecnica di molinatura che si tramanda da generazioni in generazioni.

dalle olive all’olio Madrepuglia

Nel video a sinistra entriamo nel nostro frantoio per dove tutto viene svolto alla luce del sole e nella totale garanzia della qualita.

le olive sono raccolte nelle zone collinari tra aAndria e Castel del monte e sono rispettivamrnte di qualita CORATINE E OGLIAROLA.

Per Madrepuglia la qualità è una priorità

Olio extravergine di oliva ” ARMONICO

QUALITA SUPERIORE